giovedì, luglio 27, 2006
 







Thursday's child 

In effetti è giovedì ormai











All of my life I've tried so hard



Doing my best with what I had


Nothing much happened all the same


mi chiedo se sia davvero così facile capire quando

ti è andata bene e quando ti è andata male.

Su quali basi si misura il successo di una vita.

Forse su ciò che pensa di te chi resta.




Something about me stood apart


A whisper of hope that seemed to fail


Maybe I'm born right out of my time


Breaking my life in two


Per quanto uno insista e cerchi di rendersi indispensabile

la verità è che non lo siamo e non ha senso dolersene.

Siamo indispensabili solo nel momento in cui creiamo

altre vite, ed è un attimo, per quanto eterno.

La vita inzia sempre con una divisione.








(Throw me tomorrow..oh,oh)


Now that I've really got a chance


(Throw me tomorrow..oh,oh)


Everything's falling into place


(Throw me tomorrow..oh,oh)


Seeing my past to let it go


(Throw me tomorrow..oh,oh)


Only for you I don't regret


That I was Thursday's Child





Acquista tutto un senso diverso quando sai che le cose

devono succedere.  E lo fanno. Smetti di aggrapparti all'idea,

così illuministica, di poter dare una direzione qualsiasi alle 

9.000 benedizioni che ti aspettano.  Se solo...







Monday, Tuesday, Wednesday born I was (x2)





Sometimes I cried my heart to sleep


Shuffling days and lonesome nights


Sometimes my courage fell to my feet



Quanto tempo sprecato a piegare metalli con la forza del pensiero

quando bastava impugnare la barra e usarla per rompere il vetro





Lucky old sun is in my sky


Nothing prepared me for your smile


Lighting the darkness of my soul


Innocence in your arms



Di nuovo e di nuovo e di nuovo,

e sono tutte ottime ragioni 

per cercare di toccare qualcuno





(Throw me tomorrow..oh,oh)


Now that I've really got a chance


(Throw me tomorrow..oh,oh)


Everything's falling into place


(Throw me tomorrow..oh,oh)


Seeing my past to let it go


(Yeah, throw me tomorrow..oh,oh)


Only for you I don't regret


That I was Thursday's Child




Giovedì, e ha piovuto ieri mentre ero al funerale di mia nonna.





Monday, Tuesday, Wednesday born I was Thursday's Child


Monday, Tuesday, Wednesday born I was Thursday's Child


Monday, Tuesday, Wednesday born I was


Monday, Tuesday, Wednesday born I was




Io sono nata di venerdì.
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martedì, luglio 18, 2006
Memories of a free festival



Allora, io c'ero e per come sono messa in questo periodo (triplo lavoro con salto mortale x arrivare a fine mese, caldo intollerabile, voglia di andare in vacanza che mi rende afasica e zanzare tigre accanite sul mio apparente sang real) è già una notizia. Sto parlando del Traffic Free Festival: una promessa mantenuta tre volte. Nel senso che c'era talmente tanto traffico che la prima sera un po' di gente che conosco non è riuscita a parcheggiare ed è tornata indietro (io no, perché quella sera suonava Manu Chao che mi perdo sempre più che volentieri), che non ho sborsato un euro (concerto e navetta gratis, perché noi siamo i giovani precari spiantatelli ma ci piace tanto il concerto all'aperto, insomma, a pagamento si rischiava il vuoto siderale, devono aver pensato gli organizers); che era un festival, cioè una festa qui nella parte alta dello stivale, comoda per i gruppi international che spostando appena una gamba dalla francia si trovano qui e non gli si rovinano gli ammortizzatori dei tir.

Ho visto le due serate di venerdì e sabato che commento in pillole perché - yuk- sono al lavoro e la pausa pranzo uno non può estenderla oltre le 2 e mezza a meno di non essere in sudamerica. Quindi: i Franz Ferdinand scusate lettori sotto i 27 a me non sono piaciuti per niente perché se la tirano disperatamente e non mi sembra dicano niente di nuovo che bowie ai tempi di low/periodo berlinese non abbia detto, e meglio. per dire che l'highlights della serata è stato quando hanno intonato bella ciao (momento straniante, non c'è che dire). Il gruppo di apertura, i Sons and Daughters con front woman sguaiatissima era certo meglio della loro esecuzione asettica e autocompiaciuta. Bah!

Serata di sabato: bravissima assai la bella giovanna la poliziotta, forse un po' breve la sua esecuzione e così se la sono persa in molti: peggio per loro. Gli strokes hanno fatto un bello show tenuto conto del fatto che il chitarrista non sa suonare e il cantante gigioneggia come neanche brian ferry sotto acido. Però alcuni pezzi erano davvero ben presi; Ize of the world su tutte, oltre ai vecchi successi che tutti abbiamo biascicato almeno una volta. Mega pitfall per il buon moretti che esce di scena urlando al microfono "forza italia" gelando la platea. Poverino! Ma Mao non poteva dirglielo?

Il resto è cronaca: zanzare di dimensioni quasi umane, birra a 4 euro, un cesso manco a pagarlo, gente incontrata che non diresti mai e teorie di porchettari in agguato. Tutte cose che rimpiangeremo, un giorno.
postato da: fulmine alle ore 14:34 | Permalink | commenti (5)
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