lunedì, febbraio 28, 2005
 Un post datato

 Quello che mi chiedo, in questo periodo, e in un modo solo tangenzialmente dipendente dalla mia situazione personale, è perché la maggior parte delle persone abbiano una paura fottuta dell’amore. Lascia stare che poi quelle stesse persone non facciano che lamentarsi del loro partner, o della loro dimensione di single, dell’impossibilità di trovare la persona giusta, etc etc. Quelle sono balle, alibi che uno si crea per poter dare la colpa agli altri, sport nazionale in cui la mia generazione eccelle, però da qualche parte deve pur averlo imparato e non sono sicura che questa volta siano i cartoni giapponesi. Quello che mi chiedo è a che cosa serve continuare a lamentarti e a conservare i sentimenti sotto ghiaccio mentre il tempo passa e i tramonti cambiano impercettibilmente colore, nell’attesa che arrivi Quella Persona che renderà tutto perfetto e speciale, i cui desideri faranno rima con i tuoi  e che ti tirerà fuori dal grigiore della quotidinianità, dalla tua incapacità di guardare, dalla noia, insomma da te stesso, e comunque se anche questa persona esistesse perché dovrebbe voler passare del tempo con la persona cinica e supponente e spenta che sei diventata, perché non dovrebbe passare oltre senza neanche vederti visto che ti sei lentamente amalgamato con la tapezzeria a forza di bere martini come se non avesse alcuna importanza? Perché la verità, o almeno quella che ti posso dare io questa sera, è che non sarai mai più coraggioso, più generoso o migliore di quanto sei adesso. Sarai solo più stanco e disilluso, più convinto dell’inutilità dei tuoi sforzi, più timoroso di metterti in gioco. Sarai quella lettera che noi hai mai spedito; quella domanda che non hai mai fatto; quel dado che non hai mai lanciato. Perfettamente inutile. Ma al sicuro. Quando hai iniziato a barattare la felicità con la sicurezza? Quello è il giorno in cui hai smesso di essere dio, e sei diventato solo un qualcuno.

postato da: fulmine alle ore 22:31 | Permalink | commenti (6)
categoria:
lunedì, febbraio 28, 2005

DI COSA PARLIAMO QUANDO PARLIAMO D'AMORE 

Cool summer nights.
Windows open.
Lamps burning.
Fruit in the bowl.
And your head on my shoulder.
These the happiest moments in the day.

Next to the early morning hours,
of course. And the time
just before lunch.
And the afternoon, and
early evening hours.
But I do love

these summer nights.
Even more, I think,
than those other times.
The work finished for the day.
And no one who can reach us now.
Or ever.

Raymond Carver, The Best Time Of The Day

postato da: fulmine alle ore 21:02 | Permalink | commenti
categoria:
domenica, febbraio 27, 2005

2 days in the life of fulmine 

VENERDI': dopo aver dormito ben sei ore, mi precipito a lezione. Dobbiamo presentare il libro ma io non sono riuscita a salvarlo su CD. Lo scarico da internet 5 minuti prima della presentazione. Tutto va per il meglio. Finita la lezione andiamo in quattro a vedere la mostra di Guttuso. Al secondo piano imbastiamo un'irritante conversazione sull'approccio critico vs.  quello semiotico al quadro. Intendo irritante per gli altri. Io mi ci diverto parecchio. Infarcisco i miei interventi di avverbi di modo senza alcun ritegno. Torno a casa. Il tipo della UPS è già passato ma tornerà nel pomeriggio. Bene. Devo pagare 60 euro alla consegna. Male.  Il pacco arriva ma il suo contenuto merita un post a parte. Il pomeriggio trascorre tra bucati da fare e flashbacks orsonwellesiani. Ora di cena. Accordi per vederci tra amici anche se non c'è un vero programma. Poi si decide per l'Hiroshima ma siamo tanti e non arriviamo prima delle undici e mezza. Appena entrata mi imbatto in un amico blogger che è lì da solo e si unisce a noi. Poco dopo mi sembra di scorgere un altro amico blogger ma non avendolo mai visto di persona non ne sono sicura. Il concerto si presenta come neo psichedelico ma di pezzi psichedelici io ne sento uno. Il tipo delle luci è un grande e mi fa rimpiangere di non aver portato la macchina fotografica. Dopo il concerto arrivano altri amici. Balliamo pezzi che normalmente non. Torno a casa alle tre e mezza riflettendo sulle coincidenze e benedicendo il giorno in cui Twist & Shout uscirà dalle scalette di tutti i dj del mondo. Possa io vivere per vedere quel giorno!

SABATO: mi sveglio alle 10:30. Appuntamento in centro con un amico. Arrivo che è già là che aspetta ma sorridente. Un'anziana signora a cui do qualche moneta mi benedice. Ricambio e mi convinco che sia una fata in incognito. Mangio un caffè. Sul serio. Ritorno a casa e lungo la strada mi sento chiamare. E' un ragazzo che non vedo da almeno 4 anni, fratello di una mia grande amica dei tempi del liceo. Mi dice che la sorella ha appena avuto una bimba. Mi faccio dare il  numero di cellulare per chiamarla o almeno mandarle un messaggio. L'incontro mi lascia una gradevole sensazione di inevitabilità. Dopo pranzo scannerizzo un po' di foto fatte a Parigi. Scrivo un riassunto di Clerks in inglese. Ma è ora di uscire e pianto tutto lì al momento in cui Dante e Randal vengono cacciati dalla cerimonia funebre perchè Randal ha rovesciato la bara. Di nuovo in centro con una coppia di amici. Lui conosciuto ai gloriosi tempi dell'erasmus ad Amsterdam (ci spacciavamo per cugini e con il tempo forse abbiamo finito per crederci), lei, la sua ragazza, una giapponese senza età, come la maggior parte dei giapponesi. Andiamo in un locale, per l'inaugurazione di una mostra di un artista giapponese che dipinge su supporti che a me sembrano tovaglioli ma forse sbaglio. Su cui fa colare colore e colla (spero che qualcuno apprezzi l'allitterazione).  I quadri sono seriamente astratti ma il colore dei capelli dell'artista e del suo amico coreano sono ancora più strabilianti. La cospicua presenza di madrelingua mi spinge a sfoderare il mio fading giapponese e mi becco i complimenti per la pronuncia. Gratificazione. Usciamo. Cena totalmente jap dalla suddetta coppia di amici. Afferrare con le bacchette pezzi di tofu dentro una zuppa  mette alla prova la mia pazienza e la mia fede in dio. La spunto rifiutando ripetutamente una forchetta. So che accettando perderei 1000 punti. Afferrando un fagiolino capisco perchè i giapponesi siano forti nell'elettronica di precisione. Dopo cena lei mi fa vedere il suo guardaroba che comprende minigonne senza compromessi - pare che le ragazze in giappone mettano solo quelle. A cui, scopro, associano mutande di peluche per evitare inchini imbarazzanti. Intanto s'è fatta l'1. Proferisco un oya suminasai e torno a casa, piena di udon e di internazionalità.

A te che sei arrivato/a fin qui tradendo un certo apprezzamento per la sintassi parattatica e per i dettagli apparentemente trascurabili consiglio Conoscerete la nostra velocità di Dave Eggers.

postato da: fulmine alle ore 13:28 | Permalink | commenti (4)
categoria:
lunedì, febbraio 21, 2005

 E' morto un gonzo

Vecchio Duke, mi mancherai. Ti ho dedicato svariate pagine di tesi. Indubbiamente avevi capito tutto prima degli altri. Forse anche adesso, sfortunatamente. Ma per Dio, se hai vissuto!

postato da: fulmine alle ore 21:46 | Permalink | commenti (6)
categoria:
sabato, febbraio 19, 2005

Totally out there 

appena tornata da parigi, giusto due ore fa. devo ancora riprendermi dal bombardamento sensoriale. a cui ha notevolmente contribuito una mostra di arte psichedelica che ho visto ieri (ieri? solo? sembra già un decennio fa...). la poster art di San Francisco è semplicemente inarrivabile. c'era del genio in california. visionario. in pastiglie.

                                                                        

tutto il resto su parigi dovrà aspettare.

postato da: fulmine alle ore 22:14 | Permalink | commenti (3)
categoria:
venerdì, febbraio 11, 2005

10 canzoni che mi porto via 

1) Spirit : Nature's Way

2)The White Stripes :  Jolene

3)David Bowie :  Eight Line Poem

4)Von Bondies :  Shallow Grave

5) Presidents of the U.S.A. : Peaches

6)Le Tigre : Bang! Bang!

7)Jamiroquai : Corner of the Earth

8)Kelis & Andre 3000 : Millionaire

9)Cake : I will survive

10)Air : Universal Traveller

postato da: fulmine alle ore 22:04 | Permalink | commenti
categoria:
venerdì, febbraio 11, 2005

stop motion 

(elenco degli appunti extra-diegetici presi durante le 4 ore di Economia e Marketing dell'impresa editoriale di questa mattina)


>>il circuito affascinante mi rallegra l'anima/ luce intermittente<<

>>e non riesco a perdonarti veramente./ Io cerco ma non riesco a perdonarti veramente<<

amore, potere, serenità. all bundled into one.

Nell'ultima cena vennero serviti dei datteri. Dolci, appiccicosi, spudorati nella loro zuccherina sensualità. Ecce homo. Lo scarto tra divino e umano... quante calorie saranno?

composizioni casuali:

  • le foglie morte sui marciapiedi
  • le rocce vulcaniche
  • l'incontro tra un ovulo ed uno spermatozoo. cioè io.

I fantasmi della memoria hanno paura della loro stessa ombra

Oggi Cristina è così bella che sembra l'illustrazione di un libro di favole


Domani parto. Parigi val bene una mossa.

postato da: fulmine alle ore 16:32 | Permalink | commenti (7)
categoria:
mercoledì, febbraio 09, 2005

COMPLEANNO 

Ho realizzato solo adesso che il 6 febbraio era il compleanno di questo blog.

E' interessante che io me ne sia completamente dimenticata.

E' altresì interessante che il mio primo post parlasse di Dublino, da cui ero appena tornata, e adesso, ad un anno di distanza, sono di nuovo appena tornata da Dublino.

Forse c'è un qualche tipo di messaggio in tutto questo.

O forse la mia vita è andata in loop.

                                                                             

postato da: fulmine alle ore 19:10 | Permalink | commenti (5)
categoria:
mercoledì, febbraio 09, 2005

 Un desiderio chiamato tram

Oggi sul tram è salita una coppia di anziani. Si sono subito aggrappati ai sostegni, come se stessero nuotando in un mare agitato. Poi lei, con piglio fermo e deciso, si è diretta al posto libero più vicino, e non ci è arrivata subito, ma con tutta una serie di esperte mosse intermedie, tenendosi alle maniglie dei posti già occupati. Quando è arrivata a destinazione, prima di sedersi, si è girata verso il marito, che era rimasto fermo all'altezza della macchina obliteratrice, e gli ha fatto un sorriso che per un attimo ha fatto trasparire la ragazza che è stata. Poi si è seduta con comprensibile soddisfazione. Ma lui ancora non osava spostarsi, forse perchè più incerto sulle gambe, aspettando il momento buono per avanzare senza rischi. Il tram continuava la sua lenta corsa con piccoli strattoni che per noi erano impercettibili ma che a lui probabilmente facevano pensare a cose tipo rottura del femore. Poi ad un certo punto il tram si avvicina al semaforo, che era quasi rosso. Lei si gira e gli dice che il semaforo è rosso, che può avanzare. Cosa che fa e finalmente si siede anche lui.

Ecco, io alla fine desidero qualcuno che anche dopo aver preso posto, con tutti gli sforzi e le cautele del caso, senta il bisogno di girarsi per avvertirmi  che il semaforo è rosso perchè anche io possa sedermi.

postato da: fulmine alle ore 18:57 | Permalink | commenti (1)
categoria:
venerdì, febbraio 04, 2005
 

Spazio dedicato

… a Paola, che ieri si è trionfalmente laureata e questa non è nemmeno la cosa più interessante da dire di lei. Perché togata o meno, è semplicemente una delle persone più speciali e uniche che io conosca. Sicura senza essere prepotente. Inquieta ma non banalmente infelice. Con uno stile tutto suo, inconfondibile eppure non riproducibile, come un’opera d’arte. Capace di scrivere con la luce proprio come fa qui, in modo felicemente imperfetto, perché lei ama il buio e sa inciderlo con delicatezza.  Un’amica preziosa perché non ha bisogno di riempire tutto lo spazio con le parole. Una creatura misteriosa e un po’ magica, di quelle che si incontrano solo poche volte nella vita e che lasciano il segno. E che probabilmente non leggerà mai queste righe ed è giusto così, perché ne arrossirebbe e perché non ama essere osservata. Questa è la mia canzone silenziosa per te.

postato da: fulmine alle ore 17:25 | Permalink | commenti (1)
categoria:
martedì, febbraio 01, 2005

Appena tornata

Da Dublino. Bello. faceva anche meno freddo di qui. Ma comunque, la maggior parte del tempo è passata in locali a bere ascoltare musica e a procrastinare decisioni ed appuntamenti. E ad ascoltare inglese con un accento diverso, ci metto sempre un po' a riabituarmi. il cielo era bellissimo come in tutti i posti vicino al mare. perchè il vento non trova ostacoli e puoi vedere le nuvole che cambiano velocemente forma e direzione. senza fare resistenza.

 

postato da: fulmine alle ore 10:02 | Permalink | commenti (3)
categoria: