venerdì, maggio 28, 2004

Tutto o niente

 

non che mi piaccia fare pubblicità così a casaccio, ma alla fine è il mio blog quindi ci metto su le cose che mi piacciono, e allora facciamo un po’ di spazio anche per bugo, che ho visto in concerto la scorsa settimana e mi è piaciuto parecchio. si era un po’ pochini e il concerto è durato poco più di un’ora, ma chiunque riesca a pubblicare un album intitolato “dal lofai al cisei” merita tutta la mia incredula stima e forse anche un brindisi con la spuma. in ogni caso oggi dovrebbe (condizionale d’obbligo perché la data è già cambiata un paio di volte) uscire il nuovo doppio album di bugo dal titolo Golia e Melchiorre (1cd acustico ed 1 elettrificato) che io mi comprerò senz’altro se riesco a trovarlo in giro.

ora però inizio davvero a fare i bagagli. stasera parto per berlino.

sperando che la terra che ha generato i rammstein sia gentile con me.

postato da: fulmine alle ore 13:15 | Permalink | commenti
categoria:
domenica, maggio 16, 2004

imaginary walls

at least I am

not really fashionable, but

in the small crevices of my youth

I keep alive, there’s a sense of lingering

in a street absent-mindedly fresh painted

- you were there before me, I see your footprints

white on the concrete-

never been to tupelo, sir, but yes I wish

there must be a prairie somewhere I visited in my dreams

radiating in the noon light, aforementioned

before I started writing this, I swear I did

I’m completely pacified as we listen to the boarding call

and your name, your name precedes mine.

 

postato da: fulmine alle ore 13:47 | Permalink | commenti
categoria:
venerdì, maggio 14, 2004

Tutto sommato

 

Mi rendo conto che pur nella mia totale incostanza nel tenere questo blog finisco sempre per scrivere il venerdì. Forse dovrei iniziare a scrivere ogni venerdì, ma certamente non più spesso. Non credo che ci sia qualcosa da dire ogni giorno, per quanto questa sia un po’ l’idea dietro al blog, o comunque la tendenza più diffusa a giudicare dai blog altrui. Tuttavia, preferisco far decantare le cose fino a quando la distanza le rende più chiare ed oneste. L’immediatezza funziona solo al cinema, e comunque non è del tutto sincera nemmeno lì.

La settimana mi ha visto impegnata in un’impresa titanica, cioè trovare un ostello a Berlino per la fine di maggio. Credo che in quel periodo in Germania ci sia una qualche festa comandata, e a Berlino poi c’è anche una specie di Carnevale delle Culture il che ha estremamente ridotto la percentuale di posti letto disponibili per le mie magre finanze. Alla fine ci sono riuscita ma non dopo essermi sorbita qualcosa come un centinaio di siti la metà dei quali in tedesco ed essere inorridita di fronte all’arredamento di molti degli appartamenti disponibili.

Comunque la vera figata è che quest’anno a Berlino c’è il MoMA, che è la cosa più vicina al teletrasposto che mi sia dato sperimentare (per il momento). Nel senso che mentre sei lì che giri per Berlino entri in un museo e paf! sei proprio al MoMA di New York. Mi piacerebbe dire che me lo ricordo perfettamente il MoMA, essendoci stata parecchi anni fa, ma purtroppo non è così. Mi ricordo solo quella specie di rampa di scale elicoidale, e qualche quadro sparso, e non so se capita così a tutti o solo a me. Di dimenticare le cose, anche quelle belle, e di ricordarmi solo gli stati d’animo che mi hanno suscitato. Io dei libri non ricordo le trame, ma le sensazioni provate leggendoli, o tutt’al più lo stile in cui sono stati scritti. Ecco, delle cose del mio passato io mi ricordo lo stile, cioè il come piuttosto che il che cosa. Può essere un problema, ma solo quando incontri persone del tuo passato che insistono perché tu ti ricordi. Il più delle volte fingo con generosità. Verso di loro, ma anche verso me stessa. Perché le relazioni umane sono importanti, e io ci tengo a non turbare amici & conoscenti sottraendo loro i punti di riferimento comuni. O supposti tali.

Può anche darsi che questo blog alla fine mi aiuti a non dimenticarmi quello che faccio. Può solo darsi, perché in realtà tendo a non scrivere i fatti, ma le mie sensazioni. Ouch!

 

Ma mi ricordo piuttosto bene che mi piacevano i Barbapapà.

 

 

 

 

 

 

 

 

postato da: fulmine alle ore 16:24 | Permalink | commenti
categoria: