Tutto sommato
Mi rendo conto che pur nella mia totale incostanza nel tenere questo blog finisco sempre per scrivere il venerdì. Forse dovrei iniziare a scrivere ogni venerdì, ma certamente non più spesso. Non credo che ci sia qualcosa da dire ogni giorno, per quanto questa sia un po’ l’idea dietro al blog, o comunque la tendenza più diffusa a giudicare dai blog altrui. Tuttavia, preferisco far decantare le cose fino a quando la distanza le rende più chiare ed oneste. L’immediatezza funziona solo al cinema, e comunque non è del tutto sincera nemmeno lì.
La settimana mi ha visto impegnata in un’impresa titanica, cioè trovare un ostello a Berlino per la fine di maggio. Credo che in quel periodo in Germania ci sia una qualche festa comandata, e a Berlino poi c’è anche una specie di Carnevale delle Culture il che ha estremamente ridotto la percentuale di posti letto disponibili per le mie magre finanze. Alla fine ci sono riuscita ma non dopo essermi sorbita qualcosa come un centinaio di siti la metà dei quali in tedesco ed essere inorridita di fronte all’arredamento di molti degli appartamenti disponibili.
Comunque la vera figata è che quest’anno a Berlino c’è il MoMA, che è la cosa più vicina al teletrasposto che mi sia dato sperimentare (per il momento). Nel senso che mentre sei lì che giri per Berlino entri in un museo e paf! sei proprio al MoMA di New York. Mi piacerebbe dire che me lo ricordo perfettamente il MoMA, essendoci stata parecchi anni fa, ma purtroppo non è così. Mi ricordo solo quella specie di rampa di scale elicoidale, e qualche quadro sparso, e non so se capita così a tutti o solo a me. Di dimenticare le cose, anche quelle belle, e di ricordarmi solo gli stati d’animo che mi hanno suscitato. Io dei libri non ricordo le trame, ma le sensazioni provate leggendoli, o tutt’al più lo stile in cui sono stati scritti. Ecco, delle cose del mio passato io mi ricordo lo stile, cioè il come piuttosto che il che cosa. Può essere un problema, ma solo quando incontri persone del tuo passato che insistono perché tu ti ricordi. Il più delle volte fingo con generosità. Verso di loro, ma anche verso me stessa. Perché le relazioni umane sono importanti, e io ci tengo a non turbare amici & conoscenti sottraendo loro i punti di riferimento comuni. O supposti tali.
Può anche darsi che questo blog alla fine mi aiuti a non dimenticarmi quello che faccio. Può solo darsi, perché in realtà tendo a non scrivere i fatti, ma le mie sensazioni. Ouch!

Ma mi ricordo piuttosto bene che mi piacevano i Barbapapà.